martedì 28 febbraio 2017

No plastic at Sea


La Tribù Diving Academy ha aderito alla campagna No Plastic at Sea.
Nei prossimi mesi ci saranno eventi ed iniziative per sensibilizzare tutti sul problema delle plastiche in mare.

Intanto ognuno di noi può dare il proprio contributo firmando la petizione di cui trovate il link sotto!

martedì 18 ottobre 2016

Il pesce scorpione nel Mediterraneo



Il pesce scorpione  raggiunge lo  Stretto  di  Sicilia. Massima allerta per la specie aliena È  stata segnalata  di  recente  in  Tunisia  (Golfo  di  Tunisi e  Stretto  di Sicilia)  la  cattura  di due esemplari di  pesce scorpione  Pterois  miles,  specie aliena  originaria  del  Mar  Rosso.   Conosciuto  per  aver  colonizzato  gran  parte  delle coste Atlantiche  occidentali  e  il Mediterraneo  orientale,  il  pesce scorpione è una  delle specie  marine  più  invasive  al  mondo. Le lunghe  e  sottili  spine  velenose, poste  sulle  pinne  dorsali, lo rendono  estremamente pericoloso  per  la salute umana.  Alla  base  di tali spine  sono  presenti  alcune  ghiandole  che  producono  un potente veleno;  nel  peggiore dei  casi,  l’eventuale puntura può  avere  effetti  letali  per  l’uomo.  Il  veleno si mantiene attivo dalle  24  alle  48 ore  dopo  la  morte  del  pesce:  la  pericolosità  resta, quindi,  elevata anche su esemplari  morti  da  diverse  ore. La  recente segnalazione  di  pesci  scorpione  in  Tunisia  ed  in  particolare  nello  Stretto  di Sicilia,  lascia  ipotizzare  un  imminente arrivo  nelle acque  italiane,  come  già accaduto  per  altre specie aliene (ad  esempio,  il  pesce palla maculato  Lagocephalus  sceleratus).   Si  ritiene  dunque  necessario, come  peraltro indicato nelle  raccomandazioni  internazionali sulla  mitigazione  degli effetti delle  specie  aliene,  dare  ampia  diffusione  della  notizia  alla cittadinanza e  alle categorie maggiormente interessate,  quali  le  associazioni  di  pescatori professionisti e  sportivi,  i mercati ittici,  i veterinari  e  gli altri operatori del mare.   Chiunque  catturi o  avvisti  un pesce  scorpione  è  invitato a  fotografare  l’esemplare, congelarlo  se possibile,  dare immediata comunicazione alla Capitaneria di  Porto  locale e segnalare l’osservazione alla sede  ISPRA  di Palermo  ai  numeri  di  telefono  091/6114044-7302574 e all’indirizzo:  alien@isprambiente.it . 

venerdì 1 luglio 2016

Il pesce luna


Il pesce luna (Mola mola dal latino mola, "macina, mola") è il più grande tra i pesci ossei (gli squali sono, invece, pesci cartilaginei). Gli esemplari più grandi possono raggiungere un'altezza di 4,2 metri, 3 metri di lunghezza e circa 2 tonnellate. La sua pellenospita fino a cinquanta specie di parassiti e microorganismi, i quali possono provocare il fenomeno della bioluminescenza.
Si tratta inoltre di un pesce estremamente longevo: si ritiene che possa superare ampiamente i cento anni di età.
In inglese viene chiamato sunfish, presumibilmente tanto per la sua forma, quanto per le sue dimensioni e per il fatto che durante le giornate di sole tende a salire alla superficie dell'acqua.
Una femmina può deporre fino a 1,5 milioni di uova per volta e fino a 300 milioni di uova durante il ciclo vitale. Le larve hanno il diametro di appena due o tre millimetri.
Il pesce luna si nutre di plancton, di piccoli pesci e di meduse.

venerdì 29 aprile 2016

Pesce palla maculato

Questa notizia ha bisogno della massima diffusione!
In Mediterraneo si sta verificando l'invasione del PESCE PALLA MACULATO (Lagocephalus Sceleratus).

E' ALTAMENTE TOSSICO AL CONSUMO ALIMENTARE. POTENZIALMENTE MORTALE!!!

Nel caso l'aveste già incontrato o lo doveste incontrare segnalate avvistamento con data e luogo!

sabato 2 aprile 2016

Il ciclo di vita delle meduse


Gironzolando il rete ho trovato questo video veramente emozionante sul ciclo vitale delle meduse.
Dalla fase a idrogeologico fino alla fase planctonica.. intanto gustatevi il video.. in un prossimo post scriveremo nel dettaglio come nasce una medusa


sabato 27 febbraio 2016

Il mare non vale una cicca!



I mozziconi di sigaretta sono rifiuti pericolosi per l’ambiente e non facilmente biodegradabili. Le fibre di acetato di cellulosa, di cui è composto il filtro, una volta immesse nell’ambiente, non scompaiono ma vengono semplicemente frantumate: in questo modo si accumulano nel suolo e nelle acque superficiali e marine. II danno ambientale, viene aggravato dalle 4000 sostanze chimiche che il filtro ha assorbito durante la combustione della sigaretta. Le cicche sono un rifiuto pieno di sostanze tossiche e, se gettate in acqua, diventano un time‐relased di composti chimici pericolosi.

L’emergenza ambientale provocata dai mozziconi è frutto della mancanza di norme comportamentali, della scarsa consapevolezza della loro pericolosità e della cattiva gestione di questo rifiuto. Le cicche di sigaretta disperse nell’ambiente naturale non sono solo brutte da vedere, ma costituiscono una reale minaccia per la vita acquatica e la fauna selvatica. Già la sola nicotina presente in una sigaretta, in caso di ingestione accidentale, potrebbe risultare mortale per un bambino in tenera età. Test di tossicità acuta hanno evidenziato come una cicca di sigaretta in 1 litro di acqua sia in grado di uccidere più del 50% di microorganismi quali Daphnia magna, un piccolo crostaceo alla base della catena alimentare acquatica. Sono stati trovati mozziconi nello stomaco di pesci, uccelli, tartarughe, balene e altre creature marine. Ogni anno milioni di animali marini perdono la vita a causa dell’ingestione di cicche di sigaretta scambiate per cibo.

mercoledì 27 gennaio 2016

Un mare di plastica


Circa un terzo delle plastiche prodotte finisce negli oceani tanto che si è formato quello che viene chiamato il "settimo continente" che è in continua crescita.
Uno studio del World Economic Forum realizzato da Ellen McArthur ha rilevato che a partire dagli anni '50 l’uso della plastica è aumentato di circa 20 volte ed è destinato a raddoppiare nei prossimi 20 anni, tanto che nel 2050 ci sarà più plastica che pesci in mare.
Stando al rapporto, dal 1064 ad oggi si è passati da una produzione di plastica di 15 milioni di tonnellate a circa 310 milioni. Sembra che oggi vi siano 150 milioni di tonnellate di plastica galleggiante in mare.

Per leggere il rapporto completo cliccate sotto

sabato 9 gennaio 2016

In pericolo il Corallo di Napoli



Iniziamo il 2015 della sezione Biologia Marina condividendo un articolo dedicato al corallo rosso di Napoli che purtroppo è in pericolo a causa della presenza di numerose reti abbandonate.

Leggendo l'articolo e soprattutto guardando le foto, ci si rende conto di come sia fondamentale conoscere quest realtà per cercare di tutelare un tratto di mare così ricco per biodiversità!

Sotto il link per leggere l'articolo



sabato 28 novembre 2015

Rapporto di Greenpeace sul tonno in scatola


Qualche giorno fa è uscita la classifica di Greenpeace dei marchi sostenibili.

La Classifica Rompiscatole è arrivata alla 4° edizione e si basa sulla ecosostenibilità delle varie aziende che commercializzano il tonno in scatola.
Sotto all'immagine che riassume i risultati della campagna trovate il link all'articolo su Repubblica



mercoledì 21 ottobre 2015

Il granchio corridore atlantico


Ed eccoci a farvi conoscere un'altra specie aliena grazie agli articoli di Massimo Boyer e Francesca Scoccia.

Questa volta sotto trovate link per saperne di più sul granchio corridore atlantico.
Dal nome già si capisce da dove arriva: la prima segnalazione risale al 2000 a Linosa. Ad oggi il suo areale si è esteso anche al Tirreno settentrionale.

Ma ecco l'articolo nel quale trovate anche le caratteristiche morfologiche e la sua ecologia

giovedì 13 agosto 2015

Le meduse: un riassunto

Visto che siamo nel clou dell'estate ecco un interessante poster riassuntivo con tutte le meduse che si possono incontrare in Mediterraneo.

Il nome è scritto in rosso, giallo o bianco a seconda del loro potere urticante.



martedì 14 luglio 2015

Il re di triglie


Vediamo di conoscere un po' meglio questo simpatico pescetto che d'estate è uno dei soggetti preferiti dai fotografi!

Il suo nome scientifico è Apogon imberbis e il suo nome comune deriva dal fatto che per tanto tempo è stato considerato una specie di triglia senza barbigli.

La sua colorazione rossa è unica e presenta alcune macchie nere. Un'altra caratteristica che lo rende inconfondibile è la colorazione dell'occhio: nera con due linee bianche orizzontali.
Il re di triglie raggiunge al massimo i 15 cm di lunghezza; solitamente si incontra in prossimità di fondali rocciosi dove sono presenti anfratti e grotte. 

In estate si sposta in acque basse per deporre le uova che vengono custodite dai maschi in bocca fino alla schiusa.
Nella foto sopra potete vedere un maschio con le uova ancora "acerbe"

giovedì 11 giugno 2015

Proteggiamo il mare

L'estate è ormai alle porte... e come ogni anno riproponiamo i dati relativi ai tempi di degradazione in mare di alcuni dei rifiuti più comuni.

Ognuno di noi può dare il proprio contributo alla salvaguardia dell'ecosistema marino semplicemente evitando di abbandonare i rifiuti non solo in mare e in spiaggia ma in qualunque luogo



Mi piace chiudere questo post con questa frase:
"Tu non sei una goccia nell'oceano, tu sei l'intero oceano in una goccia"


Quindi ognuno di noi può fare la differenza... basta volerlo!

giovedì 30 aprile 2015

Posidonia oceanica: nuove scoperte


Nella lezione di Biologia Marina per il Corso di Pesca in Apnea si è parlato anche della prateria a Posidonia oceanica.
Posidonia, che è una pianta, riveste un ruolo fondamentale nel Mediterraneo sia da un punto di vista biologica (rifugio, nursery, zona di caccia) sia da un punto di vista geomorfologico visto che rappresenta una protezione naturale per la linea di costa.

Dagli studi fatti, si pensava che Posidonia oceanica per colonizzare il fondale avesse bisogno o comunque fosse facilitata nell'insediamento da precursori, tra cui un'altra fanerogama marina Cymodocea nodosa.

Una nuova ricerca condotta a Palermo ha documentato per la prima volta la presenza di peli adesivi che rivestono le plantule di Posidonia: questo strato adesivo permette alle plantule di ancorarsi saldamente al substrato sabbioso.

Questa scoperta tutta italiana è molto interessante in funzione delle tecniche di reimpianto con le quali si cerca di arginare i fenomeni di regressione delle praterie.
Quindi un nuovo tassello si va ad aggiungere alle conoscenze necessarie per la gestione del territorio.. in questo caso sommerso!


martedì 7 aprile 2015

Il pesce lima


Riprendiamo la rubrica delle specie aliene in Mediterraneo!

Grazie a Massimo Boyer e Francesca Scoccia che stanno creando delle schede utilissime sia per imparare a riconoscere gli organismi ma anche per conoscere il loro areale di diffusione e le loro abitudini!

Protagonista della nuova scheda della quale trovate il link sotto è il PESCE LIMA

Buona lettura!

sabato 28 febbraio 2015

I coralli e la plastica



I Coralli della Grande Barriera Corallina Australiana mancano micro plastica.
Questo è il risultato di una ricerca australiana.
Da ciò si capisce come è fondamentale il lavoro di riciclaggio e riutilizzo delle plastiche al fine di evitare la loro dispersione in mare


Per saperne di più vi invitiamo a leggere tutto l'articolo cliccando sul link sottostante

giovedì 8 gennaio 2015

Il pesce flauto

foto di Yuri Bautta da www.mondomarino.net
Un altro capitolo di Massimo Boyer e Francesca Scoccia sulle specie che stanno arrivando in Mediterraneo.

E' la volta di Fistularia commersoni alias pesce flauto la cui prima segnalazione in Mediterraneo risale al 2000.

Come al solito vi rimandiamo all'articolo di Massimo e Francesca



sabato 27 dicembre 2014

Pesce palla in Mediterraneo



Continua il lavoro di Massimo Boyer e Francesca Scoccia sulle specie invasive in Mediterraneo.
E' la volta del pesce pallaLagocephalus sceleratus - originario del Mar Rosso, le cui carni sono altamente tossiche anche dopo la cottura. 
Il pesce palla è migrato dal Canale di Suez per arrivare in Turchia, poi Israele, Rodi e nel 2013 è stato segnalato per la prima volta a Lampedusa.

Per saperne di più vi rimandiamo all'articolo di Massimo e Francesca, nel quale il pesce palla viene descritto in dettaglio

martedì 9 dicembre 2014

Specie invasive in Mediterraneo


Massimo Boyer e Francesca Scoccia hanno iniziato la pubblicazione di schede utili per il riconoscimento delle specie che sono entrate in Mediterraneo e per le quali gli avvistamenti stanno diventando sempre più frequenti.
Nella pagina principale abbiamo già condiviso un articolo di Massimo su questo argomento; con piacere e nell'ottica di dare un contributo alla ricerca e perchè il contributo della comunità subacquea (dagli snorkelers ai bombolari passando dai pescasub) sta diventando sempre più importante linkiamo la prima scheda prodotta da Massimo e Francesca relativa al pesce coniglio scuro.



sabato 22 novembre 2014

Concordia: barriere sommerse come risorsa



La scienza scende in campo a sostegno della proposta del Comune del Giglio di non smantellare le strutture d'acciaio subacquee realizzate per il recupero della Costa Concordia.


Su iniziativa dell' dall'Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee il gotha della biologia marina ed esperti di scienze ambientali e di subacquea si riuniranno a Genova martedì 25 novembre all'Acquario di Genova per valutare, da un punto di vista scientifico e tecnico, la richiesta del Comune del Giglio.

L'opposizione arriva dal Ministero dell'Ambiente che ha richiesto la totale rimozione di queste strutture e il ripristino dei fondali in base all'accordo stipulato tra Costa Crociere, società assicuratrici, Ministero e Conferenza dei Servizi Stato/Regione. Le barriere sommerse, spiegano gli esperti, in determinate condizioni ambientali favoriscono la nascita di un habitat nel quale molte specie trovano riparo e protezione. Un vantaggio sia sotto il profilo biologico - diventano spesso zone di produzione e di concentrazione di specie anche d'interesse commerciale - che ludico, poiché una barriera diventa un luogo d'immersioni subacquee con ricadute economiche anche di rilievo.
La tematica si estende a situazioni analoghe in Adriatico, dove si trovano molte piattaforme petrolifere disattivate e che potrebbero essere sfruttate a fini ambientalistici e occupazionali. All'incontro sarà presente il sindaco del Giglio Sergio Ortelli. Atteso il ministro dell'ambiente Gianluca Galletti.
“In questo momento – sostiene Riccardo Cattaneo-Vietti, professore ordinario di Ecologia all’’Università Politecnica delle Marche - l’Italia ha la possibilità di ritrovarsi, senza alcun costo, una barriera artificiale già costruita e posizionata. Un’opportunità fortuita, offerta dalle piattaforme subacquee costruite all’Isola del Giglio su cui è stato posizionato il relitto della Concordia, prima di procedere al suo rigalleggiamento. Demolire queste strutture, oltre all’evidente costo, può essere ancora una volta una fonte di inquinamento per quelle acque. A questo punto, è meglio lasciar fare alla natura”.
"Prima di tutto – afferma Francesco Cinelli, già professore ordinario di Ecologia all’Università di Pisa - la proposta di smantellare tutto e di riportare il fondale “alle origini”, una volta rimossa la Concordia, fu fatta sull’onda dell’emergenza e dello shock dell’evento e di un protocollo firmato in fretta e furia, non conoscendo assolutamente quali sarebbero stati i sistemi di recupero da utilizzare e le relative strutture da mettere a mare".

Fonte: www.ansa.it