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sabato 12 novembre 2011

Mediterraneo: un mare di scoperte!


Novità nel campo della biologia marina: a Capo San Vito, lungo la costa occidentale della Sicilia è stata scoperta una sorprendente specie di corallo che si illumina al tocco. Il nome scientifico è Savalia lucifica, e sino ad ora era stata rinvenuta nell’Oceano Pacifico a circa 700 metri di profondità. La scoperta in Sicilia è invece avvenuta a 270 metri di profondità. La rarissima specie fa parte del gruppo degli zoantidei e non era mai stata segnalata prima nel Mar Mediterraneo. La scoperta è stata effettuata da ricercatori dell’Ispra e da una rete di università italiane.
L’Ispra, che si è avvalso dei finanziamenti del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha usato in questa ricerca un robot molto raro che è specializzato nella riceca di specie marine. La ricerca finalizzata a trovare specie marine che vivono nel mare attorno all’arcipelago delle Egadi si è conclusa con questa scoperta davvero sensazionale.

L’ISPRA ha pubblicato un video della specie dove è possibile vedere le soprendenti proprietà di questo corallo portato fuori dall’acqua.

Cliccate qui per vedere il video  SAVALIA LUCIFICA

Pubblico il video per "cronaca" anche se ritengo che avrebbero potuto prelevare un campione più piccolo!


Fonte: www.mondomarino.net e il sostenibile

martedì 22 febbraio 2011

Anche il Mediterraneo ha il suo reef!


E dopo una notizia negativa.. una buona notizia!
Anche il Mediterraneo ha il suo reef!

La nave da ricerca Nautilus, con imbarcati degli scienziati dell'Università di Haifa, ha scoperto e descritto il primo reef popolato da coralli di profondità del Mediterraneo a circa 15-20 miglia al largo di Tel Aviv e a 700 metri di profondità.
Sembra che l'area si estenda per qualche chilometro.
Questo reef appare come un'oasi in mezzo al deserto visto che i coralli di profondità erano circondati da altre forme di vita come crostacei, echinodermi, pesci ossei e cartilaginei.
Gli scienziati si sono avvalsi dell'utilizzo di un ROV munito di telecamera subacquea e di bracci snodati per prelevare campioni.

Fonte: Subaqua

domenica 30 gennaio 2011

La "musica" del reef


L'attività dei pesci e dei vertebrati di un reef genera un rumore caratteristico che è tanto più intenso quanto più è sano e con alta biodiversità il reef.
Un articolo del "Journal of Experimental Marine Biology and Ecology" approfondisce la natura di questo rumore: i suoni a bassa frequenza danno informazioni sulla diversità dei pesci presenti, mentre la componente ad alta frequenza mostra picchi che dipendono dalla presenza di forme diverse di coralli duri.
I suoni vengono utilizzati dalle larve dei pesci del reef che dopo un periodo di vita planctonica tornano al reef da adulti.

Sarebbe interessante registrare anche i suoni del nostro mare e magari vedere se ci sono differenze (secondo me si) tra i diversi ambienti sommersi mediterranei

Fonte: Subaqua dicembre 2010

giovedì 16 dicembre 2010

Biodiversità


Vogliamo rimanere in tema con la mostra di Alberto Balbi intitolata "Scatti di Biodiversità".
Ne approfittiamo per ricordare che la mostra, allestita nell'atrio del Comune di Lerici, inizierà sabato 18 Dicembre e terminerà venerdì 21 Gennaio con l'incontro con l'autore degli scatti.

Ma cos'è la Biodiversità?
Se vogliamo utilizzare una definizione da biologo/ecologo (e precisiamo l'ecologo è colui che studia l'ecosistema...l'ecologista è un'altra cosa...) la Biodiversità è intesa, come “…variabilità degli organismi viventi d'ogni tipo, provenienti da ecosistemi terrestri, marini e da altri ecosistemi acquatici, nonché dei complessi ecologici di cui fanno parte” .

Il ruolo fondamentale della biodiversità come indicatore dello stato di salute di un ambiente e per la funzionalità stessa degli ecosistemi è ormai ampiamente comprovato. Mentre, però, sono disponibili numerosi studi nel campo della biodiversità terrestre, e programmi per la sua conservazione, il problema della sua salvaguardia negli ambienti marini ha sinora ricevuto minore considerazione. È però sempre più evidente che gli ecosistemi marini sono in ugual modo a rischio, e che gli ambienti marini che ricevono la maggiore pressione da parte delle attività umane sono particolarmente esposti al pericolo di perdita di diversità biologica.

Si pensi infatti, che il Mediterraneo è uno dei mari del pianeta maggiormente esposti alle attività antropiche e, nonostante le sue acque rappresentino meno dell'un percento delle acque del mondo, è esposto al quindici percento di tutto il traffico commerciale globale ed al trenta percento del traffico marittimo di idrocarburi.

Ma allo stesso tempo il Mar Mediterraneo è un laboratorio affascinante per lo studio della biodiversità, dando, infatti, alloggio a 10.000-12.000 specie marine (di cui circa 8.500 di fauna macroscopica e 1.300 vegetali). Questa diversità biologica così ricca rappresenta dall'otto al nove percento del numero totale di specie marine al mondo ed ancora oggi se ne rilevano di nuove negli strati marini e nelle aree inesplorate.

Ecco il perchè di questa mostra ed ecco gli ottimi motivi per venire a visitarla!

sabato 24 luglio 2010

Mneopsis leyidi - la "medusa killer"


L'anno scorso avevo scritto un post su Beroe ovata, uno ctenoforo comune nel Mediterraneo, pubblicando una foto che avevo scattato durante un'uscita di snorkeling.
In realtà purtroppo non si trattava di Beroe ovata (avevo cercato la bestiola tra quelle del Mediterraneo) ma di un altro ctenoforo Mneopsis leyidi, ribattezzato "medusa killer".
Questo ctenoforo non urticante fa strage di pesce perchè si nutre di larve di pesci e piccoli crostacei nello stadio giovanile.
Si tratta dell'ennesima specie aliena che entra nel Mediterraneo: Mneopsis leyidi è originaria delle coste atlantiche occidentali. E' stata introdotta accidentalmente, tramite le acque di ballast delle navi mercantili, negli anni '80 nel Mar Nero, nel 1999 è stata segnalata nel Mar Caspio, nel 2006 nel Mar del Nord e nel Mar Caspio.
Ora è arrivata anche da noi!
Io ho già avvistato numerosi individui anche quest'anno (esattamente come l'anno scorso).

Se doveste vederla, segnalate la sua presenza indicando anche il luogo al Prof. Boero la cui mail è boero@unisalento.it. Se riuscite a fare anche una foto è meglio! Oppure scrivere a noi della Tribù!