martedì 26 gennaio 2010

La spigola


La spigola comprende 2 specie: la spigola comune, Dicentrarchus labrax, e la spigola macchiata, Dicentrarchus punctatus. Le spigole, a differenza di tutte le altre specie che appartengono alla famiglia Serranidae, hanno 2 pinne dorsali invece che una sola, la prima tutta formata da raggi spinosi e la seconda da raggi molli.

Questo pesce è presente in tutte le coste del Mediterraneo e predilige le acque costiere dai fondi sabbiosi e ciottolosi ma non disdegna estuari e lagune costiere.

Descrizione: la specie è caratterizzata da una sagoma allungata e leggermente compressa sui fianchi. Il capo è robusto e con muso appuntito, la bocca è ampia e protrattile. Entrambe le mascelle hanno numerosi denti sottili ed aguzzi che consentono la cattura di piccoli pesci e molluschi di cui si nutre.
La colorazione dominante è il grigio che da scuro sul dorso diventa grigio-argenteo sui fianchi e quasi bianco sul ventre. Sono presenti numerose macchie nere disposte irregolarmente sia sul dorso sia sui fianchi. Le pinne sono azzurrognolo-grigiastre.
La sua lunghezza media è di circa 50 cm.

Abitudini: vive in acque costiere poco profonde, è una specie carnivora e vorace.

La spigola presenta una netta distinzione nei due sessi; si riproduce tra dicembre e febbraio con l'intervento di più maschi per la fecondazione delle uova di una sola femmina. La maturità sessuale viene raggiunta nel secondo anno di vita nei maschi alla lunghezza di 23-30 cm e al terzo anno nelle femmine alla lunghezza di 31-40 cm.
Dopo soli 3 giorni di incubazione si schiudono le piccole larve che fino a giugno rimangono nelle acque costiere vicino agli estuari.

domenica 10 gennaio 2010

Catturata super aragosta in Gran Bretagna


E' stata catturata una delle aragoste più grandi mai viste a largo della costa britannica di Dartmouth, nel Devon, in Gran Bretagna: la sua lunghezza raggiunge un metro circa. Si tratta dell'esemplare più grande visto negli ultimi 80 anni, nonché una delle aragoste più lunghe d'Europa.La gigantesca creatura marittima è finita nella rete del pescatore britannico Simon Sharp, 42 anni, che l'ha immediatamente rimessa in mare dopo averla fotografata con il cellulare: «Si vedeva che era una bestia vecchiotta» ha spiegato Sharp «Non sarebbe stata buona da mangiare, era dura come il cuoio. Se l'avessi portata a riva per pesarla e misurarla per bene l'avrei probabilmente danneggiata, e dunque ho preferito liberarla subito».Il pescatore stima che il mega-crostaceo abbia circa cent'anni, e che sia lunga più o meno un metro, con tenaglie larghe 15 cm. Attualmente l'aragosta più grande mai vista in Europa rimane quella catturata in Cornovaglia nel 1931, che misurava 1,26 metri e pesava nove chili.
Fonte: liberonews.it e www.mondomarino.net

mercoledì 6 gennaio 2010

La colonizzazione

Gironzolando su internet ho trovato questo breve documentario molto interessante che spiega come gli organismi marini siano in grado di colonizzare le strutture che vengono costruite in mare.

Per i biologi si tratta di un argomento fondamentale sia per quanto riguarda gli effetti che l'attività umana ha sulle risorse marine e sia per capire come funziona l'ecosistema "mare". Infatti a partire dai pali dei moli fino ad arrivare ai relitti, ogni superficie sommersa diventa "terreno fertile" da colonizzare, partendo da forme di vita più semplici come alghe, spugne e briozoi fino ad arrivare ai coralli e ai pesci.
Nel caso dei relitti, le lamiere scomposte, divenute ormai parte integrante del fondale, sono ricoperte da milioni di esseri che hanno colonizzato il relitto, trasformandolo in un colorato e suggestivo monumento vivente o in un brandello indistinguibile del reef.

Grazie agli studi sulla colonizzazione delle strutture sommerse si è molto diffusa la "moda" di affondare delle strutture o di realizzare delle barriere sommerse per favorire la biodiversità soprattutto sui fondali sabbiosi.

In Italia, per esempio, negli ultimi 20 anni sono state realizzate oltre 20 barriere artificiali su fondali sabbiosi che avevano soprattutto lo scopo di incrementare la produzione ittica.

Ma ora godetevi il video!

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