sabato 24 ottobre 2009

Conoscere è proteggere ...

Penso che il titolo di questo post sia il motto di tutti i "divulgatori ambientali"... tutti quelli che per professione/passione cercano di far scoprire le meraviglie di ogni ecosistema presente sul nostro Pianeta.

Si tratta di un obiettivo molto ambizioso perchè non è sempre facile spiegare con un linguaggio semplice come funziona un ecosistema o perchè vediamo un certo animale o un'alga in un posto piuttosto che in un altro o ancora il perchè di certi comportamenti e stili di vita.
La "missione "è proprio questa far conoscere le meraviglie sommerse
Intanto perchè secondo me è inutile tenersi per sè le conoscenze imparate sui libri e/o con l'esperienza diretta, poi perchè la Natura è un qualcosa di sorprendente e prodigioso e per essere apprezzata e vissuta appieno va conosciuta almeno un pò...in fin dei conti noi siamo solo degli ospiti che dovrebbero entrare in punta di piedi...
La cosa fondamentale è la conoscenza, perchè dobbiamo imparare per proteggere per non vedere svanire nel nulla tutte le risorse che abbiamo a disposizione!

La prima risorsa che mi viene in mente pensando al Mare è il pesce: per esempio come possiamo pensare di andare a pescare se non conosciamo le taglie minime dei pesci, i loro habitat, le loro abitudini ed i loro punti deboli?!
La conoscenza della taglia minima ci permette di dare il nostro contributo a salvaguardare gli stock ittici; le altre informazioni ci consentono di programmare la battuta di pesca, fare una previsione sugli "incontri/avvistamenti"...

Per chi va in ARA qualche conoscenza di Biologia Marina permette di non uscire mai dall'acqua dicendo "a questo giro non ho visto niente"....perchè è ovvio che vedo se conosco e se "so vedere e dove andare a guardare"!

Ecco ribadito il motivo di questa sezione del nostro blog ed ecco perchè nei nostri corsi di Pesca in Apnea si dà ampio spazio alla Biologia Marina e abbiamo deciso di organizzare delle serate a tema su questo argomento.

...non siamo pesci...ma vogliamo vedere il Mare con i loro occhi!!

martedì 6 ottobre 2009

Arcano svelato!

Se seguite le avventure della Tribù vi ricorderete che un pò di tempo fa durante un tuffo a Calafuria avevamo incontrato questo lumacone giallo non identificato.

L'arcano è stato svelato: Frà Bisagno è riuscito a dare un nome ed un cognome all'animale.
Si tratta di Phyllidia flava. Ma vediamo di saperne qualcosa in più.
Il suo nome comune è fillidia mediterranea.
Il suo corpo è di colore giallo-arancio, raramente albina, con numerosi tubercoli di colore bianco.
Il ciuffo branchiale è al di sotto del mantello, non visibile.
Raggiunge i 5 cm di lunghezza.

Si nutre di spugne dei generi Acanthella e Axinella

Si tratta di una specie endemica (cioè esclusiva) del Mediterraneo

martedì 22 settembre 2009

Le MAREE e la loro Importanza nella PESCA SUB

Le Maree sono un periodico movimento del livello dei mari dovuto a cause cosmiche,principalmente all'attrazione gravitazionale lunare ma anche solare sulla superficie acquea.
L'alternanza delle maree è di 12 ore e 25 minuti circa quindi si verificano nell'arco delle 24 ore 2 alte maree e 2 basse maree.

Il fenomeno però non è regolare ed è regolato anche dal passaggio della Luna sul meridiano del luogo, questo implica un altra caratteristica che è l'ampiezza della marea (differenza tra livello minimo e massimo raggiunto dalle acque).

Le Maree si distinguono in:
- Sigiziali (Luna nuova e Luna piena dette sigizie) in cui abbiamo l'ampiezza massima;
- di Quadratura ( primo quarto e ultimo quarto dette quadrature) in cui abbiamo ampiezza minima.

Nel Mediterraneo abbiamo una modesta escursione di marea (circa 40 centimetri con punte massime di 1 metro in Alto Adriatico); la fascia di costa tra le escursioni è detta Mesolitorale.
Seppur modesta, questa escursione porta grandi movimenti di masse d'acqua influenzando tutta la vita marina soprattutto interferendo con le abitudini alimentari dei pesci e degli invertebrati: questo porta ad avere dei periodi di maggior "mangianza" e dei periodi di stanca.

E' facilmente intuibile che i flussi d'acqua rimescolando ed ossigenando il fondo portino alla luce nutrienti per tutta la catena alimentare e che in presenza di corsi d'acqua ci siano correnti in entrata ed in uscita di acqua salmastra dovute all'innalzamento o all'abbassamento dovuto alle maree.

Questo porta i pesci ad una maggiore attività alimentare dovuta all'aumentata disponibilità di risorse, normalmente un paio d'ore prima e dopo l'alta marea. Questo è il periodo migliore per la pesca soprattutto di quelle specie predatrici come spigole, ricciole, lecce e pesci serra che cacciano con maggior bramosia ed eccitazione incuranti alcune volte della presenza del pescatore.

Nei 7 giorni attorno alla fase di luna nuova il pesce è più attivo mentre nei 7 giorni di luna piena è meno attivo, nelle quadrature si riscontra una discreta attività.
Tutto questo ci consente di affermare che sicuramente il comportamento dei pesci è influenzato dalle fasi lunari e dalle maree sia tramite l'influenza della luce lunare e sui componenti chimici dell'acqua marina.

Nel 1935 John Alden Knight studiò questi fenomeni e pubblicò una teoria Solunare che relazionava l'attività alimentare dei pesci con i movimenti cosmici di Luna e Sole, infatti esistono Tabelle Solunari per ogni luogo che indicano i giorni migliori e le ore migliori per la pesca.
La pesca in apnea e tutti gli altri tipi di pesca non fanno riferimento a scienze esatte ed esistono migliaia di variabili, quindi tutti gli strumenti possono comunque essere utili per affrontare al meglio una battuta di pesca


Tabelle Solunari le trovate su : www.hobbypesca.com
Tabelle di Marea le trovate su: www.apneamagazine.com

martedì 15 settembre 2009

La lepre di mare


Notturna a Framura e diurna a Livorno...tra i protagonisti c'era lei...la lepre di mare...conosciamola meglio!

Il suo nome scientifico è Aplysia depilans: si tratta di un mollusco molto diffuso in Mediterraneo.
Ha un corpo scuro di colore marrone che si presenta come un ammasso informe quando è raccolta sul fondo, mentre mostra tutta la sua eleganza e sinuosità quando si sposta a mezz'acqua.
Dorsalmente è possibile vedere la conchiglia, trasparente e fragile.

Può raggiungere notevoli dimensioni (anche 25-30 cm) e durante la riproduzione forma lunghe catene di individui dove ognuno può assolvere le funzioni di maschio o femmina.
Le uova sono raccolte in ovature simili a cordoni allungati di colore arancione, noti come "spaghetti di mare"

Si tratta di una specie erbivora che si nutre per lo più di alghe verdi.


martedì 1 settembre 2009

Il barracuda


Visti gli incontri framuresi...prendo la palla al balzo per parlare un pò del barracuda.

I barracuda hanno il corpo affusolato, sono dotati di un muso affilato e di una mandibola prominente. La linea laterale è molto visibile e la prima pinna dorsale è composta da cinque raggi spinosi. Il loro aspetto generale ricorda quello dei lucci, infatti spesso viene dato loro il nome di lucci di mare.
La livrea è argentea, con molte strisce scure verticali lungo i fianchi, e pinne brune.
Qualche biologo marino afferma che si tratta di una specie oceanica ben ambientata nelle acque mediterranee a causa dell’innalzamento medio della temperatura marina.

Habitat e comportamento: il luogo d'azione tipico è rappresentato dalle secche, dalle rimonte, dai capi ricchi di correnti e di mangianza con acque temperate, ma si può anche incontrare in bassofondo, attorno a degli scogli affioranti e all'interno delle calette (proprio come è successo a noi.

Il barracuda è comunque un pesce predatore che ama principalmente gli spazi aperti in corrente e il punto statisticamente più probabile d’incontro è lo stesso ambiente spettacolare amato da dentici e ricciole. L’unica differenza, se così si può dire, e che l’affusolato predone preferisce non stare a stretto contatto del fondo e quindi si orienta verso i cappelli delle secche, in una falda d’acqua lontana dal termoclino, a qualche metro dal sommo. La velocità nel nuoto assai elevata gli permette di raggiungere i pesci più piccoli direttamente in acqua libera ma non disdegna cacciare all’agguato, celato dal cono d’ombra di una lama rocciosa e pronto a scattare come una molla sull’ignaro bersaglio. Sono pesci gregari che vivono prevalentemente in grossi branchi riuniti in individui pressappoco della stessa taglia. I barracuda adulti e di grosse dimensioni si possono incontrare in gruppetti di pochi esemplari ma viaggiano anche in solitario, peregrinando dappertutto alla ricerca di cibo.

Il periodo di fine primavera inizio estate è quello che coincide con la riproduzione: è il momento in cui è più facile vedere raggruppati i barracuda in grandi banchi che vagano intorno alle rimonte e si spostano all'unisono.

Gli attacchi agli esseri umani sono documentati ma sono rari, effettuati di solito con un rapido morso che provoca seri danni, ma raramente risulta mortale per la vittima.
Si pensa che l'attacco sia provocato dallo scintillare di oggetti metallici (collane, bracciali, coltelli da sub) che i barracuda scambierebbero per pesce azzurro.

sabato 22 agosto 2009

L'unione fa sempre la forza!


Anche un post precedente aveva questo titolo, ma si era parlato della simbiosi....
In questo post parleremo del fatto che "l'unione fa la forza" è anche il principio per il quale i pesci si riuniscono in gruppi composti da centinaia di individui: insieme per attaccare e difendersi

La strategia di formare un gruppo risulta efficace perchè l'ambiente da controllare è particolarmente ampio e il pericolo può arrivare da qualunque direzione. Essere soli in mare aperto può portare a morte sicura mentre essere in tanti dà una maggiore opportunità di sopravvivenza.

Il banco appare come un grosso pesce.
Il gruppo si chiama banco e al suo interno non ci sono regine o maschi dominanti ed i pesci sono tutti uguali.
Nel banco i pesci nuotano tutti assieme, nella stessa direzione e si spostano con la stessa velocità.
I pesci sono molto vicini tra di loro ma non si toccano mai perchè potrebbero ferirsi visto che la loro pelle è molto delicata. Come riescono a fare tutto questo? Utilizzano la vista e la linea laterale.


In caso di attacco il banco si muove con cambi veloci di direzione che disorientano il predatore: il banco può aprirsi a ventaglio o effettuare un'apertura a fontana con 2 getti che si ricompongono dietro il predatore, oppure formare più gruppi con un numero minore di individui.
In questo modo il predatore non sa proprio che pesci prendere!

Però i predatori hanno affinato diverse tecniche di caccia ai banchi: si radunano formando grossi gruppi che attaccano i banchi da più direzioni inmodo da far disperdere i pesci e per catturare quelli che non riescono a stare uniti al banco

martedì 4 agosto 2009

La beroe ovata

Ultimamente dalle nostre parti l'incontro con la Beroe ovata sta diventando abbastanza comune, quindi vediamo di sapere qualcosa di più su questo misterioso animale.

La Beroe ovata appartiene agli Ctenofori che sono organismi delicati, pelagici, gelatinosi, di grandezza variabile, in genere trasparenti o rosati, alcuni dei quali emettono bioluminescenza e sono fosforescenti di notte. L' aspetto più appariscente è rappresentato dalle delicate iridescenze policrome, dovute ad otto serie di lamelle oscillanti, formate da una serie di ciglia dette pettini (caratteristica fondamentale per questo phylum) disposti longitudinalmente lungo tutto il corpo che consentono gli spostamenti dell' animale. Si nutrono esclusivamente di plancton.


Gli ctenofori sono diversi dagli Cnidari perchè non possiedono cellule urticanti, dette cnidoblasti, ma cellule adesive, i COLLOBLASTI, e quindi NON SONO urticanti